Oltre i confini: il Da Vinci incontra il MIT
Oltre i confini: come l’IIS Leonardo da Vinci di Carate Brianza ha portato il MIT (e il mondo) in aula
Mentre i "grandi della Terra" sembrano impegnati a fomentare venti di instabilità politica che scuotono gli equilibri globali, esiste un luogo dove i confini vengono sistematicamente abbattuti, non con i proclami, ma con la forza della conoscenza. Quel luogo è la scuola.
In un’epoca di incertezza, l’Istituto caratese ha scelto di rispondere alla frammentazione globale con l’apertura, diventando un laboratorio di eccellenza dove l’internazionalizzazione è il respiro quotidiano della didattica.

L’immagine è potente: uno studente della Facoltà di Ingegneria Aerospaziale del MIT di Boston che varca la soglia di un istituto superiore brianzolo. Non si è trattato di un fugace seminario di passaggio, ma di una vera e propria immersione di tre settimane, durante le quali le ambizioni degli studenti del "da Vinci" hanno trovato un nuovo propellente, trasformando l’aula in una rampa di lancio verso le frontiere della ricerca mondiale.
Avere una delle università più prestigiose del pianeta all'interno di una scuola locale rappresenta una forma di "democratizzazione dell'eccellenza". Significa offrire a un giovane studente di provincia la stessa scintilla intellettuale, lo stesso metodo e la stessa visione che si respirano a Cambridge, Massachusetts e dimostra che l'innovazione non è un privilegio di pochi, ma una possibilità concreta per chiunque abbia il coraggio di guardare lontano.
Le lezioni, condotte interamente in lingua inglese, non si sono limitate a trasferire dati, ma hanno esplorato le sfide che definiranno il nostro secolo. Dalle materie STEM all'Intelligenza Artificiale, il dialogo è stato costante, toccando anche il confronto diretto tra il sistema scolastico americano e quello italiano, analizzando le peculiarità e le opportunità offerte dalle università d’oltreoceano, narrazione che ha acceso una curiosità profonda, spingendo gli studenti a interrogarsi sul proprio futuro con occhi nuovi. In questo contesto, l'istituto riafferma la propria missione culturale, in base alla quale la scuola non vuole e non deve essere solo il luogo di trasmissione di mere conoscenze, ma il luogo formativo per eccellenza.

La collaborazione con il MIT è infatti solo la punta di un iceberg fatto di progetti ambiziosi e visioni di lungo periodo. L'entusiasmo con cui le classi quarte hanno risposto alle proposte di formazione all'estero è il segno di una generazione che non ha paura di misurarsi con il mercato globale.
I pilastri di questa strategia di apertura includono:
• Progetti Erasmus+: un intreccio costante di scambi che permette a studenti e docenti di vivere l'Europa come una casa comune.
• Formazione Scuola Lavoro all'estero: esperienze professionalizzanti in contesti internazionali come Dublino e Malta, dove le competenze tecniche si fondono con la padronanza linguistica.
• Partenariati con l'eccellenza: iniziative che, come il progetto MIT, portano il know-how dei centri di ricerca mondiali direttamente tra i banchi di scuola.
L'obiettivo dell'IIS da Vinci è trasformare ogni studente in un "protagonista" consapevole del proprio tempo. In un mondo che i grandi della Terra sembrano voler rendere sempre più diviso, questa scuola scommette sulla costruzione di cittadini globali, pronti ad affrontare sfide che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare. Prepararsi al domani non significa solo accumulare nozioni, ma imparare ad abitare la complessità con curiosità e rispetto.

