Viaggio a Mauthausen, Gusen, Hartheim e Ebensee per conoscere, riflettere, crescere

IN TRENO PER LA MEMORIA a.s. 2025-2026

Viaggio a Mauthausen, Gusen, Hartheim e Ebensee per conoscere, riflettere, crescere

 

 

Partiti domenica 8 marzo, siamo tornati mercoledì 11.

Carichi di immagini, parole, silenzi e sguardi.

È servito del tempo per iniziare a rielaborare l’esperienza vissuta e sentirsi pronti a condividerla.

Le studentesse e gli studenti iniziano così, con queste riflessioni.

 

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«Visitare i luoghi dei campi di concentramento di Mauthausen e Gusen non è solo un modo per studiare la storia; è un'opportunità per confrontarsi con ciò che l'essere umano è capace di fare quando la ragione è piegata da idee disumane. Il regime nazista non è emerso per caso, ma è il risultato del lavoro di persone istruite che hanno usato le loro competenze per orchestrare sofferenza anziché progresso. Camminare in quei luoghi fa quasi rivivere le vite che li hanno attraversati: la perdita di dignità, la paura quotidiana, il dolore di chi è stato rinchiuso. È un'esperienza che rende reale il valore della libertà che oggi godiamo, frutto dei sacrifici di chi ci ha preceduto. E forse è proprio per questo che quei luoghi non parlano solo del passato: ci ricordano quanto sia facile che l'intelligenza e il potere prendano una direzione sbagliata quando smettiamo di porci domande.»

 

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«Visitare Mauthausen e Gusen non è solo ricordare e imparare, ma un monito su cosa possa produrre l'intelligenza umana quando viene influenzata da ideali corrotti e non etici. La "macchina" del nazismo è stata costruita da menti brillanti: ingegneri, politici e medici che hanno usato la loro capacità di ragionare non per migliorare la vita, ma per distruggerla.»

 

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«Il viaggio compiuto a Mauthausen per me non è stato solo un insegnamento riguardo alla storia di quel tempo, mi ha anche aperto gli occhi su molte questioni che non avevo mai preso in considerazione. Spesso si fa riferimento a un gruppo limitato di persone che ha dovuto patire le sofferenze dei luoghi in cui hanno vissuto per giorni e notti in condizioni disumane; in realtà il numero di coloro che hanno subito violenze e abusi è molto più grande di quanto un individuo possa immaginare. Ciò che ho imparato, quindi, è l’importanza di aprire gli occhi davanti alla verità e alla realtà, anche quando sono “brutte” e difficili da sopportare: bisogna informarsi e cercare di comprendere anche ciò che non fa parte direttamente della nostra vita.»

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«Questo viaggio per me non è stato solo imparare cose nuove e conoscere nuove persone anche se importante, questo viaggio fa ricordare e quasi immedesimarsi in ciò che la gente ha vissuto in quei posti, fa capire l’orrore e la disumanizzazione che avveniva, quanto la gente ha sofferto. La libertà ottenuta non va sprecata e dobbiamo essere grati dei sacrifici fatti dalle persone prima di noi per averla ottenuta.»

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«Quest’esperienza è stata fondamentale per comprendere al meglio quanto ricordare ciò che è accaduto in passato sia necessario per riuscire a costruire un futuro migliore e per farci capire che la libertà che abbiamo oggi è il sacrificio di persone che hanno lottato e sofferto in passato.»

 

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«Il viaggio del Treno per la Memoria è stata un’esperienza che mi ha colpito molto. Prima di partire questo tema mi sembrava lontano, ma visitando i luoghi ho compreso meglio ciò che è successo.

Vedere i campi di Mauthausen, Gusen ed Ebensee e il castello di Hartheim mi ha fatto riflettere e mi ha lasciato un segno, facendomi capire quanto questa vicenda sia in realtà molto vicina al nostro Paese, anche per il grande numero di italiani presenti nei campi.

Le riflessioni condivise durante il viaggio con compagni e professori hanno reso il tutto ancora più significativo.»